venerdì 24 giugno 2011

Passaggio ravvicinato asteroide sulla terra

FLYBY con ASTEROIDE: L'asteroide 2011 MD, scoperto di recente, passerà a solo 12000 km (7.500 miglia) dalla superficie terrestre Lunedi, 27 Giugno.
Gli analisti della Nasa dicono che non c'è possibilità che la roccia spaziale possa colpire la Terra.
Tuttavia, l'incontro è così ravvicinato che la gravità terrestre potrà perturbare fortemente la traiettoria dell'asteroide.
Al momento del massimo avvicinamento, 2011 MD passerà alla luce del sole sopra l'Oceano Atlantico, a sud vicino alla costa dell'Antartide. L'asteroide si allontanerà dalla Terra passando attraverso una zona che ospita satelliti geostazionari. Le probabilità di una collisione con un satellite o con spazzatura spaziale artificiale sono estremamente basse, anche se non pari a zero.
A giudicare dalla luminosità dell'asteroide è lecito supporre che misuri solo da 5 a 20 metri di diametro. Secondo l'Earth Object Program Office del JPL, l'aspettativa di registrare flyby di questo tipo con oggetti di queste dimensioni è di circa 6 anni in media.
Per un breve periodo, sarà abbastanza brillante da essere visto anche con un telescopio di medie dimensioni amatoriali.

Piccolo mistero nei pressi di Giove

Domenica 16 gennaio il nostro amico collaboratore Claudio Pra (Alleghe (BL) ha scattato parecchie foto a grande campo per immortalare Giove accanto a Urano. In una di esse, scattata alle 18:46 ora legale, si è accorto della presenza di una stellina intrusa accanto alle stelle 33 e 30 Piscium, di magnitudine praticamente identica, quindi di +4,5 mag. circa. Ci scrive Pra: “L’oggetto è puntiforme e non mostra movimento. Considerando l’esposizione di 8 secondi non saprei cosa può essere. Ho controllato alcune foto scattate tre quarti d’ora dopo e della stellina intrusa non c’è più traccia. L’ipotesi che ho formulato è quella del satellite in rotazione  che mostra un brillamento di pochi istanti ma non so se possa essere corretta.”
Lettera e foto sono state pubblicate su Coelum 149 (a pag. 79) con la seguente risposta del Direttore: “Caro Pra, il mistero permane anche dopo che ci abbiamo perso sopra una mezz’ora. Tutto ciò che possiamo sicuramente dire è che l’oggetto è reale e durante gli 8 secondi posa ha condiviso lo stesso spostamento delle stelle che lo circondano. Anche la forma, se osservata con un forte ingrandimento  è praticamente identica a quella degli altri “puntini”: non si tratta quindi di un artefatto o di un raggio cosmico.  In quella posizione, abbiamo controllato, non esistono variabili, o comunque stelle capaci di manifestare dei flare molto brevi.
Un riflesso di Giove? Dubitiamo anche di questo… l’immagine si mostra troppo secca e puntiforme, e ci sarebbe stato (sebbene spostato) anche nelle fotografie fatte più tardi. Il flare di un satellite? Sarebbe però dovuto essere un geostazionario… Talvolta anche questi possono produrre dei flare, specialmente in certi periodi dell’anno (da noi, quelli invernali, per effetto della declinazione australe del Sole). Il dubbio è che per quanto breve sia stata la posa di 8 secondi, avrebbe comunque dovuto evidenziare il diverso moto del satellite rispetto alle stelle… Mah!”

La Mars Express osserva Phobos eclissare Giove

Nei primi giorni di questo mese, la sonda spaziale della ESA: Mars Express, ha effettuato una manovra molto particolare per riuscire ad osservare un allignamento molto insolito tra il pianeta Giove e la piccola luna marziana Phobos. Le impressionanti immagini sono la prima testimonianza di un evento simile e, oltre al grande fascino e bellezza di questi scatti, mostra anche la grande capacità di manovrabilità tecnica della sonda Mars Express, nelle abili mani degli scienziati della ESA.
Nel momento in cui la sonda Mars Express, la luna Phobos e Giove erano allineati perfettamente, il 1 Giugno 2011, c’era una distanza di 11.389 km tra la sonda e Phobos e di 529 milioni di km tra la sonda e Giove.
La High Resolution Stereo Camera a bordo della sonda è stata fissata su Giove per tutta la durata di questa congiunzione particolare, assicurando cosi che il pianeta rimanesse statico durante le riprese, per mostrare il passaggio di Phobos.
Conoscendo prima l’esatto momento in cui Giove sarebbe passato dietro a Phobos, gli scienziati potranno usare queste osservazioni per verificare e anche migliorare quello che sappiamo della posizione orbitale di Phobos intorno a Marte.
Le immagini raccolte sono state elaborate dal Dipartimento per le Scienze Planetarie, del Istituto per le Scienze Geologiche della Libera Università di Berlino.